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Acqua: la Sorgente dell’Essere

Quando pensiamo all’acqua, la prima cosa che ci viene in mente è il classico consiglio di medici e nutrizionisti: berne tanta perché fa bene. Un mantra che abbiamo sentito così tante volte da averlo fatto diventare quasi banale, fino poi a ignorarlo nel quotidiano per via di questa reiterazione infinita. Eppure, dietro il semplice gesto del bere si nasconde un mondo di benefici straordinari che troppo spesso diamo per scontati e che sono invece reali e tangibili. Quando si accusano i medici di ripetere all’infinito lo stesso consiglio, in realtà non si prende in considerazione un dato fondamentale: hanno ragione. E possono dimostrarlo un’infinità di studi; ma probabilmente questo viaggio infinito, che non tocca solo noi umani ma l’intero cosmo, non lo si racconta mai per intero. L’acqua non è solo un elemento essenziale per la vita del nostro corpo; è una fonte di energia, un mezzo di guarigione, una risorsa che ha plasmato culture e tradizioni millenarie. Non basta sapere che siamo fatti al 70% d’acqua o che nasciamo nell’acqua: c’è molto di più da esplorare. L’acqua è parte integrante del nostro benessere fisico, ma anche spirituale e culturale, ed è incredibilmente avvincente conoscere i benefici di questo elemento a 360 gradi. Che sia il risveglio energetico, la cura naturale, o un antico rituale che attraversa secoli di storia, l’acqua è molto più di ciò che pensiamo ed è tempo di riscoprirla, non solo come semplice bevanda, ma come forza vitale capace di trasformare la nostra salute e la nostra stessa vita.

L’IDROKINESITERAPIA:L’ACQUA COME ENERGIA PER IL MOVIMENTO

La duplice funzione dell’acqua, come solvente e reagente, sottolinea la sua centralità negli equilibri della vita e dell’energia vitale. Per esempio, l’idrokinesiterapia si propone di curare i disturbi del movimento sfruttando le proprietà fisiche dell’acqua. Curare traumi, riabilitare dal post-operatorio, ma anche migliorare il controllo neuromotorio: la resistenza fisica dell’acqua e la velocità dello spostamento di quest’ultima da parte del corpo, migliorano l’equilibrio dei movimenti degli arti. Ma non solo, un percorso

acqua calda/fredda e idromassaggio è appositamente studiato per ottenere benefici concreti per la cura di malattie circolatorie degli arti inferiori. La fluidità del movimento, studiata in kinesiologia, dipende proprio dalla capacità del corpo di utilizzare l’energia in modo efficiente. L’acqua, attraverso la sua azione di lubrificazione e trasporto, facilita il flusso energetico nei muscoli e nelle articolazioni, migliorando quindi anche la prestazione motoria e soprattutto riducendo il rischio di infortuni. Senza un’adeguata idratazione, il corpo diventa meno reattivo causando in primis rigidità e affaticamento, per questo il consiglio chiave rimane sempre quello di idratarsi per il giusto mantenimento dell’energia necessaria.

MITI E FILOSOFIE SULL’ACQUA

Passando dai benefici fisici, arrivando al mito e alla filosofia, l’acqua rappresenta uno dei quattro elementi fondamentali secondo le cosmogonie occidentali e le tradizioni ermetiche-sapienziali dell’antichità. Ad essa venivano assegnate qualità umanizzate quali l’emozione, l’intuizione, le proprietà dell’umido e del freddo, che la contrapponevano al fuoco secco e caldo; ma anche il punto cardinale Ovest e la rappresentazione del genere femminile in quanto chiave della vita. In alchimia l’elemento acqua è associato al numero 2, come simbolo di polarità in antitesi all’unità rappresentata dal fuoco. Identificabile con tutto quel che è liquido e fluisce, invece la medicina tradizionale giapponese la identifica con il termine Mizu. Si tratta di un sistema radicato in una visione coesiva tra corpo, mente e spirito, che in questo caso vede Mizu come acqua, ma che al tempo stesso associa il termine a un significato molto più profondo, rispetto a come lo concepiamo noi nella nostra cultura. Il linguaggio giapponese lo identifica non solo come elemento fisico, ma anche come fonte di energia e forza vitale. L’acqua è vista infatti come il fluido che nutre e purifica il corpo, e ha una connessione diretta con il concetto di Ki, l’energia vitale che scorre attraverso tutti gli esseri viventi. Questo elemento sacro che permea il cosmo, ha un importantissimo compito: mantenere l’equilibrio nel corpo, trasportando e bilanciando i fluidi vitali.

IL MISOGI, L’ACQUA COME VEICOLO DI PURIFICAZIONE DELLO SPIRITO

Una pratica legata all’acqua nella medicina giapponese è il “Misogi” ( ), si tratta di un rituale di purificazione spirituale antichissimo che coinvolge l’acqua, come elemento essenziale. Tradizionalmente è praticato in ambienti naturali come fiumi, cascate o fonti d’acqua pulita, proprio perché c’è bisogno di acqua in movimento, metaforicamente simbolo dell’energia che fluisce e purifica. Questo rituale è infatti finalizzato a liberare la mente e il corpo dalle impurità e a ristabilire l’equilibrio energetico. L’acqua è però  anche una pratica fisica, in quanto quando è fredda migliora la circolazione sanguigna e rinforza il sistema immunitario, attivando la produzione di endorfine. Per il Giappone il Misogi è quindi un rituale che unisce la volontà di riscoprire la gioia dell’essere grazie a una liberazione totale di mente, anima e destino; a un miglioramento energetico del corpo, eliminando in questo modo la negatività delle azioni passate di cui ci si pente. Non importa quanto male le cose possono andare nel corso della vita, l’acqua che fluisce ci rimanda all’immagine di purificazione dai momenti bui: tutto passa, tutto scorre. Questo è il principio alla base.

STUDI CONTEMPORANEI SULL’ACQUA

A partire dagli anni ‘90 del secolo scorso gli studi sull’acqua e sulla sua capacità di generare nuova energia sono stati condotti da numerosi medici e scienziati. In particolare, Jacques Benveniste eseguì degli esperimenti su una tipologia di globuli bianchi: i basofili. Il medico arrivò a sostenere che le molecole d’acqua con cui venivano diluiti gli anticorpi mantenessero in qualche modo una memoria degli stessi anche quando non erano più presenti all’interno del liquido. Benveniste fu infatti il primo a parlare proprio di una memoria dell’acqua. Con l’espressione si fa riferimento alla capacità di quest’ultima di memorizzare informazioni e vibrazioni provenienti dall’ambiente esterno con il quale comunica. Così come pensieri, parole, musica e immagini. L’acqua possiede insomma una memoria in grado di rilevare la vibrazione di un’energia quasi impercettibile, che la cultura giapponese definisce Hado. Le più importanti ricerche in questo campo si devono poi al ricercatore giapponese Masaru Emoto.

LA MEMORIA DELL’ACQUA

Per condurre le sue ricerche, Emoto esponeva inizialmente l’acqua a diversi stimoli esterni, come parole scritte, musica di vario genere e persino preghiere. In una seconda fase, l’acqua che era stata sottoposta agli stimoli, veniva congelata a una temperatura di -4° e successivamente venivano fotografati i cristalli di ghiaccio formatisi. Emoto affermava che i cristalli di ghiaccio che presentavano strutture geometriche esteticamente piacevoli venivano fuori dall’acqua che era stata sottoposta alle vibrazioni positive di parole gentili e di musica armoniosa. Al contrario, quelli generatisi dall’acqua esposta a stimoli negativi, come parole offensive o musica discordante, risultavano disordinati e molto meno piacevoli alla vista. Questi risultati suggerivano che l’acqua in un certo qual modo potesse realmente rispondere alle energie di altri esseri viventi. Nonostante le critiche dal mondo scientifico, le teorie di Emoto hanno avuto una notevole risonanza. Le sue idee sono apprezzate da chi pratica medicina olistica e si basa su un approccio omnicomprensivo che vede l’uomo come un insieme di mente, corpo e spirito, immerso in un cosmo con il quale è strettamente in sintonia. Mente e materia sono iperconnesse: così come l’acqua scorre, anche noi possiamo trasformarci, adattarci, purificarci per rinascere all’infinito. È questo suo moto perpetuo a cui dobbiamo ispirarci che ci ricorda che la vera forza che dà senso alla nostra vita è la capacità di essere fluidi e mutevoli. In continua evoluzione.

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