La Sindrome del colon irritabile colpisce il 20% della popolazione, argomento serio perché riduce drasticamente la qualità della vita, alla pari di quella di un soggetto diabetico. Colpisce i soggetti giovani in piena attività lavorativa, ed è classificato come un disturbo fisiologico e non un disturbo organico. Farne la diagnosi è molto difficile perché apparentemente tutto è a posto e quindi di solito la colonscopia è negativa. Si sta male due o tre ore al giorno ogni 3/4 giorni per circa quarant’anni. Dopo di che l’individuo si adatta. Solo al 50% di coloro che soffrono di questa malattia viene diagnosticata la sindrome del colon irritabile. Di solito compare il dolore addominale, e nel 90% dei casi lo svuotamento del colon stesso fa scomparire il dolore. Altri sintomi presenti sono gonfiore, alternanza dell’alvo con diarrea, feci molli liquide appiccicose, o a volte stipsi. Di solito però il sintomo principale è quello caratterizzato da attacchi di dissenteria. Questi hanno un’insorgenza improvvisa, anche se si verificano maggiormente al mattino, e dopo i pasti minando completamente la qualità della vita dell’individuo, che non risulta più libero di allontanarsi da casa e quindi vivere la normalità, con viaggi spostamenti in macchina, treno, aereo ecc. In base all’alvo si suddividono tre varianti: diarroica, stitica, alterna.
Altri sintomi possono essere:
- Bassa tolleranza al dolore
- Gonfiore
- Meteorismo
- Dispepsia
- Pirosi
- Mal di testa
- Minzione frequente
- Fibromialgia
- Fatica cronica
- Ansia-Depressione
- Alterazione posturale
Un’anamnesi certa in questo senso si ha quando oltre ai dolori addominali che si alleviano dopo lo svuotamento, si hanno almeno altri due dei sintomi qui elencati, il tutto per almeno 3 mesi in 1 anno. Con un’alimentazione appropriata si può migliorare solo il 25%, perché i fattori predisponenti possono essere: immunologici, ormonali, psicologici, (somatizzazione depressione-ansia), ipersensibilità viscerale.
Se ci si approccia a questo problema con un protocollo Olistico l’alimentazione risulterà avere un ruolo fondamentale per la risoluzione del problema e quindi si consiglia di evitare:
- Cibi molto proteici e grassi
- Eliminare il lattosio
- Evitare cibi flautogeni come: Carote, sedano, cipolle, legumi, banane e cavoli
- Verdure bollite
- Evitare alimenti nervini (caffè, Thè nero, Coca cola)
- Favorire l’assunzione di cereali composti
- Eliminare il Lievito
- Favorire l’assunzione di fi bra solubile della frutta e delle verdure
